Fonte:  Comune di San Vito Lo Capo Web Site

Sulla costa nord occidentale della Sicilia, distesa e racchiusa nella baia compresa tra le riserve naturali dello Zingaro ad Ovest e di Monte Cofano ad Est, sorge San Vito Lo Capo, città del Cous Cous, piatto della pace e simbolo di integrazione tra popoli e culture differenti.

Gioiello splendente e vanto di una Provincia, quella di Trapani, tutta da scoprire, San Vito Lo Capo è un antico borgo marinaro che conserva intatta la forte impronta araba.

In questo luogo, luce, profumi e sapori si fondono dando vita ad un paesaggio dai colori tipicamente mediterranei e dai fondali suggestivi: basse case bianche rivestite di buganvillea, una spiaggia dalla sabbia bianchissima che si affaccia su un mare turchese custode di tesori antichi, in un ideale abbraccio, lungo un chilometro, verso il Mediterraneo.


Colore e suggestioni, tra i mandorli e gli ulivi di Castelluzzo, i tramonti di Makari, le sorgenti e le grotte, i bagli e le torri; ma soprattutto il profumo di una terra ricca e generosa, che anche a tavola riesce ad essere straordinaria. Tra "busiate", pane "cunzatu" e Cous Cous, la cucina sanvitese, è espressione di un popolo di gente semplice e vera.

Ospitalità sincera, gastronomia fantasiosa e la migliore produzione vitivinicola siciliana, conquistano il turista a spasso per i luoghi di questo incantato angolo di Sicilia

 

Links utili

 

Comune di San Vito Lo Capo
Ufficio Turistico
Via Savoia, 57 - San Vito Lo Capo(TP) - Italia
Tel. ++39 0923 974300 - 0923 972464
fax ++39 0923 972464
e-mail: ufficioturistico@comune.sanvitolocapo.tp.it
Associazione Turistica Pro Loco di San Vito Lo Capo
Via Venza, 12 - 91010 San Vito Lo Capo(TP) - Italia

 

Cenni Storici. San Vito Lo Capo nasce alla fine del settecento, nel territorio demaniale ericino, alle falde di Monte Monaco, nella bianchissima baia posta tra Capo San Vito e Punta Solanto. Ma la storia di questa solare cittadina inizia certamente più indietro nel tempo. Tracce dell'epoca paleolitica, mesolitica e neolitica si trovano nelle numerose cavità naturali, un tempo abitazioni, che si affacciano sul mare. Resta avvolta dal mistero l'esistenza di un'antica borgata, Conturrana, una rupe immensa a 500 passi dalla riva staccatasi dalla montagna. Qui, probabilmente intorno alla fine del IV sec. a.C., esistette un piccolo centro abitato.

Nucleo generatore di San Vito Lo Capo è l'attuale Santuario, antica fortezza saracena che nell'arco dei secoli ha subìto numerosi interventi edilizi. La prima costruzione, realizzata intorno al '300, fu una piccola cappella dedicata a San Vito martire, patrono del borgo marinaro. Secondo la leggenda il giovane Vito (nato in realtà a Mazara del Vallo), dopo essersi convertito al Cristianesimo, fu costretto ad abbandonare il paese per sottrarsi alle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano. Venne accompagnato dalla nutrice Crescenza.

Nella fuga disperata Vito, appena ventenne, trovò la morte a
causa di una frana che seppellì il paesino presso cui il giovane e la sua nutrice avevano cercato riparo. Sempre secondo il mito Santa Crescenza, voltandosi a guardare la città che crolla, divenne pietra nello stesso punto dove adesso sorge la cappella, alla quale ancora oggi gli abitanti del luogo attribuiscono poteri magici.

Col tempo crebbe la fama della chiesa e dei "miracoli" attribuiti al martire Vito e a Santa Crescenza e così, per accogliere i numerosi fedeli che arrivavano in pellegrinaggio - e soprattutto per difenderli da ladri e banditi - l'originaria costruzione andò trasformandosi in una fortezza/alloggio. Tale realizzazione risale alla fine del '400.
Nel frattempo aumentavano i pericoli di incursioni di pirati barbareschi, così lungo le coste dell'Isola cominciarono ad essere edificate numerose torri di avvistamento. Anche il Santuario si munì di una torre. All'inizio del '700 iniziarono a comparire le prime case tutto intorno all'edificio. Alla fine dello stesso secolo, attorno alla chiesa esisteva già un piccolo nucleo di abitazioni. Nasceva così San Vito Lo Capo.
Nell'arco dei secoli, la cittadina ha accolto esploratori, viaggiatori e persino commissari governativi che, mossi da curiosità, interessi culturali o militari, misero a punto meticolose ed interessanti descrizioni sulla geografia dei luoghi visitati.


 

 
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